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Recensione Il Leone (Saga del Sigillo della Luna #2) di Cleo Rozenfeld




 



⭐️⭐️⭐️.5

Dal Grande Cielo, la Dea rivolse la sua mente al Kur.
Dall’immensità del Cielo Inanna ha pensato al Mondo dei Morti.
Abbandonò il Cielo, abbandonò il Mondo dei Vivi e discese nell’Oltretomba.

Inanna è morta, il suo cadavere è appeso nell’Oltretomba. Ereškigal ha aspettato a lungo per la sua vendetta e ora davanti a lei, la Dea dell’Amore è morta dissanguata. Ma il Kur senza il potere della Nindingir della Guerra, inizia a cedere; è proprio la sua esistenza e quella di Ereškigal che regolano i cicli della vita umana.
Enki, il Dingir dell’Acqua, sa che una Dea lunare è deceduta, ma deve riottenere i suoi poteri rubati dalla Regina del Cielo e farà di tutto pur di averli.
Intanto Dumuzi sta scappando, ma il fato ha deciso per lui una sorte ben peggiore di quella del Leone Celeste, intrecciando così il suo destino a quello di sua sorella Ĝeštinanna, perché nel sangue c’è memoria, mistero, morte, e magia, ma anche futuro e destino, dopotutto il fato di tutti scorre nelle proprie vene, e soprattutto è scritto nelle stelle.



Il Leone, secondo volume della Saga del Sigillo della Luna, è incentrato sulla parte mitologica e approfondisce alcuni aspetti del primo libro in modo da permetterci di conoscere più a fondo le motivazioni che si celano dietro alle scelte delle varie divinità.

In particolare racconta delle vicende successive alla morte di Inanna viste attraverso gli occhi di diversi Dei. All’inizio può sembrare difficoltoso fare i collegamenti ma l’autrice ha inserito in fondo al libro un glossario molto utile!

Si comprende chiaramente che dietro alle azioni intraprese dalle divinità si celano sentimenti molto umani come l’amore, la rabbia, la passione, il dolore e la compassione. Questa è stata una delle cose che ho preferito di questo libro.
Il primo esempio che mi viene in mente è Enki, il fratello della Stella del Mattino e Dio dell’Acqua che, spinto dalla compassione e da una sorta di amore/ossessione, cerca di aiutare Inanna a risorgere dalla morte. Lo stesso accade anche per Dumuzi che nel primo volume appare come un essere egoista, spinto dalla sete di potere, ma che qui si rivela essere molto di più.

La scrittura è molto scorrevole, forse ho fatto un po’ fatica a prendere il ritmo all’inizio (anche a causa del blocco in cui stavo entrando ma che, per fortuna, sono riuscita ad evitare) ma poi l’ho finito in pochissimo tempo.

Le illustrazioni, come in La Stella, sono bellissime.

Foto scattata da @lightofastarte

Infine ringrazio immensamente Cleo per avermi dato la possibilità di leggere e recensire il suo libro. È stato davvero un piacere conoscere meglio la mitologia sumera che spesso viene dimenticata! Il lavoro di ricerca è davvero impressionante!



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